liberamente ispirato a âla Condizione operaiaâ di Simon Weil drammaturgia Rosamaria Vaccaro con Ermelinda Bonifacio musiche Alessandro Sgarito
«Quando ci si mette davanti alla macchina bisogna uccidere la propria anima per 8 ore al giorno, i propri pensieri, i sentimenti, tutto. Irritati tristi o disgustati che si sia, bisogna inghiottire». Simone Weil, 'La condizione operaia'
«Lo spettacolo è frutto di una ricerca attorno ad una figura enigmatica e fondante del secolo scorso: Simone Weil. Militante della sinistra rivoluzionaria, spinta dall'esigenza di conoscere direttamente le peggiori condizioni di vita dei lavoratori troncò la professione e gli studi per lavorare come operaia alla Renault di Parigi. Ammalatasi di pleurite, fu costretta a lasciare l'officina. Partecipò come volontaria repubblicana alla guerra civile spagnola arruolandosi nelle file anarchiche della Colonna Durruti, ma in seguito ad una grave ustione a un piede dovette rientrare in Francia. Esclusa dall'insegnamento a causa delle leggi razziali durante il regime di Vichy, fece la contadina fino a quando si rifugiò con la famiglia negli Stati Uniti dove fu molto vicina ai poveri di Harlem. Poco dopo, richiamata dall'impegno contro il totalitarismo, tornò in Europa e nel 1943 morì a 34 anni. Rosamaria Vaccaro si dedica al periodo biografico di prima rottura col quotidiano e racconta Simone Weil ricostruendo una giornata di lavoro in fabbrica. Una sorta di diario in cui si possono leggere le sue considerazioni, tuttora attuali, sul lavoro e sui lavoratori; percorrere i rapporti di solidarietà che la filosofa intesse con gli operai e quelli talvolta difficili con il caporeparto; osservare il complesso rapporto con il macchinario. Fondante la tematica del potere e della subalternità , in questo lavoro emerge unâumanità ricca e variegata, palpabile e vicina. La stessa umanità analizzata da James Taylor ed Henry Ford che Weil sceglie di incontrare, mescolandosi ad essa sino a confondersi e perdersi».